Altre poesie gentilmente concesseci dai frequentatori del Paese Incantato

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"Vorrei sentir papà"

Vorrei sentir papà quell' acre odore

che emanavi sempre al tuo rientro,

quel non gradito frutto di un sudore

che faticando assorbivi dentro,

dentro di te, che al sole ardente

curvo vangavi terra di altra gente!

Vorrei sentir quelle tue mani

ruvide quasi al punto di far male

ancora accarezzarmi e all' indomani

venirti incontro allegro lungo il viale,

ove con tenerezza e tanto affetto

mi abbracciavi dandomi un bacetto!

Vorrei sentir papà quella tua voce

che ogni sera dedicava a mamma

belle romanze, finchè un morbo atroce

ce la rapi lasciandoci nel dramma.

Ora non canti più, per malasorte

giaci con lei nel sonno della Morte!

Pietro Serra

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"Lirica inedita in vernacolo napoletano A LEDA"

Tutte quanne ve sentite cuntente e ve scunfessà

e chella mancanza o e chillu piacere,

ma je ve voglio cunfidenzià

e nu bene avite e ricevute a Leda,

na cacciuttella e diec'anne:

nera cu ruifless'e blè e cà lengua viola,

n'amore e fedeltà e nu munn'e situazione

cace anno fatto vivere

cu  scunsulata rassegnazione o

dulore rè genitore nuoste:

Teresa D'Amico e Giuseppe Zolfino:

doje perle uniche e rare.

Mò frateme endicappate Salvatore è rimaste sule,

primme tenev'addò sbarìave

e mò pare cà a vita se fosse nchiusa;

je teng'e uaye mie e già chi 'o sape comme vache annanze,

ma 'o duvere e cuscienza me impone a pruteggerlo,

giacchè comme se dice e vote propriete o stessu sanghe

va a fernì ca nun vò perdere pacienza cu chisti suggette

e allora me song'aizat'e maneche e aggiu fatte l'omm'e casa,

senza o can,ca me rev nà situazion'e sulliev,nu scop e continuà.

Allora creriteme,

si state comm'a mè

,nun ve fermate e ghiat'annanze cu rassignazione,

ma tenite nu cor'e belli cose a offrì p'esperienza

a quann'o chiedono e se senton sule:

tante vennarrà chillu attime inaspettate

cà ce fà fermà o rirorge

e allora ce sarrann'ancor ate ca parlarranne e nije.

A vit'è nà rota:

ogge a me e diman'è sicuramente si no a te

ma a chillo ca nun te l'aspiette,

pecchè Chillu Là ESISTE!

Zolfino Aldo

"Vivere per non vivere"

Mi hanno detto piangi

ed io piangevo

sorridi alla vita che ti ama

ma dov'è la vita ed il suo amore

se sono qui a chiedermi

perchè...

Sono anni che non vedo strade

se non quelle dei miei pensieri

e sono cosi stanca

che ho le gambe doloranti

per non aver camminato sul selciato

ma su una terra impervia e lastricata

di mattoni lasciati da qualcuno

che ha costruito la sua casa su di mè.

Sono stanca

e lo ripeto

sfinita di amare

gente che non sà che vivo

ma a volte mi chiedo

se chi mi guarda

sappia di....

.....ma di vivere naturalmente

e di cos'altro

in fondo chiedo e ripeto a chi non ascolta

lasciatemi vivere per ciò che sono

lasciatemi vivere per ciò che sogno

lasciatemi vivere e basta.

Non chiedo altro alla vita

e mi rendo conto che alla vita

ho chiesto poco

e questo perchè un giorno

qualcuno ha detto piangi

ed io gli ho dato ascolto.

Ho pianto lacrime non viste

ho pianto lacrime vissute

ho sorriso quando mi andava

per una sciocchezza forse

ma l'ho fatto

e qualcuno guardandomi dall'alto

mi ha accusato di non essere normale

perchè sapevo sorridere a mè stessa

per un cane che passava per la via.

Ma un cane non riesce a far sorridere

chi di una laurea di pelle si riveste

un cane infastidisce quel signore

che vivere di vivere non sà.

Njara

"Al Mio Germano Disabile Salvatore" Lirica inedita

Chiunque in spazio e tempo ha avuto modo di far poesia,

impegnandosi in vari contenuti sia pubblici che privati,

eppure io vorrei far parlar le corde del mio vetusto cor,

per riflettere insieme a voi sul mio germano disabile Salvatore:

con L.104 per handicap psichico grave,

però è l'unico di noi 5 fratelli che dal lontano '93

va sempre al cimitero ogni sabato e domenica dai nostri cari

e non c'è uno di questi giorni a mancare:è sempre presente.

Con la febbre,pioggia,neve,gelo,tosse,stanchezza,caldo, nervi a pezzi,

lui,ma dico proprio LUI,che avrebbe bisogno di comprensione,

dato che l'aiuto anche se morale oramai non esiste proprio più

in quest'epoca di crisi di valori,

sta sempre a portar fiori freschi e diversi di volta in volta,

coi suoi soli risparmi,ad interssarsi della luce perpetua,

e mettere ancor luci come se volesse offrir il proprio dolore

e calore del suo pentimento nostalgico immutabile ancor oggi,

di quel cordone ombelicale che non vorrebbe mai che si spezzasse:

Nemmeno dal 19 giugno che aveva in Leda,

la nostra decenne chow chow,

la sua unica speranza di sopravvivenza,dato che vive solo con me,

mentre tre altri fratelli accasati hanno"altro"da pensare,

e quindi in quel fido aveva riposto tutto il suo affetto,

istinto naturale a vivere,

voglia di mettersi a disposizione del prossimo,umano e non.

Ora che Leda è finita in 3 giorni

per cancerosi tumorale metastasizzata

diffusa fulminante e devastante,

lui non ha più scopo di scendere per gli inevitabili bisognini

ma momento per "ossigenarsi",

muovere corpo e mente,

ora non ha più nemmen voglia di vedere"insieme"

la tv e di mangiar con un "fiato"

che gli ricompensava fedeltà eterna.

Io ho i miei ritmi professionali,

ma MAI IGNORERò quel valore genetico,

quel sangue del proprio sangue,

sol perchè è uno che l'Eterno

potrebbe farlo ricadere nei nuovi famigli:

non si deve per nessun motivo al mondo vergognarsi

di ciò che la diversità può dare di tanto AMORE,e se mi "apro"

è perchè sia di esempio a quanti voglian esprimere il mio rassegnato"rancore"

verso quella vita di una volta della famiglia di ieri

e della solitudine

di chi ci vuole già morti da "vivi";

non è la mia solita e eterna constatazione di luogo comune,

ma è un monito a quanti si senton "colpiti":verrà quel giorno,

e per ora il miglior applauso e non premio vorrei tributarlo a lui

come ai tanti"Salvatore",per dire:

ma il normale chi è ed il disabile di valori in chi si riversa?

A voi l'attenta riflessione,che sia di coscienza più che di fede!

Zolfino Aldo

Morte di un "Poeta"!

Passai l'infanzia con la giovinezza

e ancor di più con tè padre adorato,

ereditando stima e saggezza

che con bramoso affetto ho ricambiato.

Or che il tuo cuore è stanco penso io

sia giunta l'ora di pregare Iddio!

 

Padre ti vedo come un Cristo in croce,

paura incute in mè quel tuo pallore,

si riacutizza in tè quel male atroce

che tarla dentro dandoti dolore,

inoltre quella strana smorfia in viso

non può più mascherare il tuo sorriso!

 

Or che su un marmo gelido riposi

non più gemente per cattiva sorte

vagando andrai con passi faticosi

verso il silenzio buio della Morte.

Padre scrivesti su di me una storia

che io commosso leggo in tua memoria.

 

--Eri in mezzo a due corpi senza vita,

ti presi in braccio eri un pargoletto,

il sangue ti colava e una ferita

rammenterà un'incrocio maledetto.

Io ti salvai e ancor rivivo il dramma

di quando ti strappai da papà e mamma!--

 

Grazie "Papà" da me non sei diverso,

ti serbo tra i ricordi più nascosti,

col cuor ti lodo e dico in un sol verso:

--Pur non essendo padre,padre fosti.--

Se un di riudrò dei versi da altra mèta

rimpiangerò la morte di un "Poeta"!

Pietro Serra