Altre poesie gentilmente concesseci dai frequentatori del Paese Incantato
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"Vorrei sentir papà" Vorrei sentir papà quell' acre odore che emanavi sempre al tuo rientro, quel non gradito frutto di un sudore che faticando assorbivi dentro, dentro di te, che al sole ardente curvo vangavi terra di altra gente! Vorrei sentir quelle tue mani ruvide quasi al punto di far male ancora accarezzarmi e all' indomani venirti incontro allegro lungo il viale, ove con tenerezza e tanto affetto mi abbracciavi dandomi un bacetto! Vorrei sentir papà quella tua voce che ogni sera dedicava a mamma belle romanze, finchè un morbo atroce ce la rapi lasciandoci nel dramma. Ora non canti più, per malasorte giaci con lei nel sonno della Morte! ----------------------------------------------- "Lirica inedita in vernacolo napoletano A LEDA" Tutte quanne ve sentite cuntente e ve scunfessà e chella mancanza o e chillu piacere, ma je ve voglio cunfidenzià e nu bene avite e ricevute a Leda, na cacciuttella e diec'anne: nera cu ruifless'e blè e cà lengua viola, n'amore e fedeltà e nu munn'e situazione cace anno fatto vivere cu scunsulata rassegnazione o dulore rè genitore nuoste: Teresa D'Amico e Giuseppe Zolfino: doje perle uniche e rare. Mò frateme endicappate Salvatore è rimaste sule, primme tenev'addò sbarìave e mò pare cà a vita se fosse nchiusa; je teng'e uaye mie e già chi 'o sape comme vache annanze, ma 'o duvere e cuscienza me impone a pruteggerlo, giacchè comme se dice e vote propriete o stessu sanghe va a fernì ca nun vò perdere pacienza cu chisti suggette e allora me song'aizat'e maneche e aggiu fatte l'omm'e casa, senza o can,ca me rev nà situazion'e sulliev,nu scop e continuà. Allora creriteme, si state comm'a mè ,nun ve fermate e ghiat'annanze cu rassignazione, ma tenite nu cor'e belli cose a offrì p'esperienza a quann'o chiedono e se senton sule: tante vennarrà chillu attime inaspettate cà ce fà fermà o rirorge e allora ce sarrann'ancor ate ca parlarranne e nije. A vit'è nà rota: ogge a me e diman'è sicuramente si no a te ma a chillo ca nun te l'aspiette, pecchè Chillu Là ESISTE! |
"Vivere per non vivere" Mi hanno detto piangi ed io piangevo sorridi alla vita che ti ama ma dov'è la vita ed il suo amore se sono qui a chiedermi perchè... Sono anni che non vedo strade se non quelle dei miei pensieri e sono cosi stanca che ho le gambe doloranti per non aver camminato sul selciato ma su una terra impervia e lastricata di mattoni lasciati da qualcuno che ha costruito la sua casa su di mè. Sono stanca e lo ripeto sfinita di amare gente che non sà che vivo ma a volte mi chiedo se chi mi guarda sappia di.... .....ma di vivere naturalmente e di cos'altro in fondo chiedo e ripeto a chi non ascolta lasciatemi vivere per ciò che sono lasciatemi vivere per ciò che sogno lasciatemi vivere e basta. Non chiedo altro alla vita e mi rendo conto che alla vita ho chiesto poco e questo perchè un giorno qualcuno ha detto piangi ed io gli ho dato ascolto. Ho pianto lacrime non viste ho pianto lacrime vissute ho sorriso quando mi andava per una sciocchezza forse ma l'ho fatto e qualcuno guardandomi dall'alto mi ha accusato di non essere normale perchè sapevo sorridere a mè stessa per un cane che passava per la via. Ma un cane non riesce a far sorridere chi di una laurea di pelle si riveste un cane infastidisce quel signore che vivere di vivere non sà. |
"Al Mio Germano Disabile Salvatore" Lirica inedita Chiunque in spazio e tempo ha avuto modo di far poesia, impegnandosi in vari contenuti sia pubblici che privati, eppure io vorrei far parlar le corde del mio vetusto cor, per riflettere insieme a voi sul mio germano disabile Salvatore: con L.104 per handicap psichico grave, però è l'unico di noi 5 fratelli che dal lontano '93 va sempre al cimitero ogni sabato e domenica dai nostri cari e non c'è uno di questi giorni a mancare:è sempre presente. Con la febbre,pioggia,neve,gelo,tosse,stanchezza,caldo, nervi a pezzi, lui,ma dico proprio LUI,che avrebbe bisogno di comprensione, dato che l'aiuto anche se morale oramai non esiste proprio più in quest'epoca di crisi di valori, sta sempre a portar fiori freschi e diversi di volta in volta, coi suoi soli risparmi,ad interssarsi della luce perpetua, e mettere ancor luci come se volesse offrir il proprio dolore e calore del suo pentimento nostalgico immutabile ancor oggi, di quel cordone ombelicale che non vorrebbe mai che si spezzasse: Nemmeno dal 19 giugno che aveva in Leda, la nostra decenne chow chow, la sua unica speranza di sopravvivenza,dato che vive solo con me, mentre tre altri fratelli accasati hanno"altro"da pensare, e quindi in quel fido aveva riposto tutto il suo affetto, istinto naturale a vivere, voglia di mettersi a disposizione del prossimo,umano e non. Ora che Leda è finita in 3 giorni per cancerosi tumorale metastasizzata diffusa fulminante e devastante, lui non ha più scopo di scendere per gli inevitabili bisognini ma momento per "ossigenarsi", muovere corpo e mente, ora non ha più nemmen voglia di vedere"insieme" la tv e di mangiar con un "fiato" che gli ricompensava fedeltà eterna. Io ho i miei ritmi professionali, ma MAI IGNORERò quel valore genetico, quel sangue del proprio sangue, sol perchè è uno che l'Eterno potrebbe farlo ricadere nei nuovi famigli: non si deve per nessun motivo al mondo vergognarsi di ciò che la diversità può dare di tanto AMORE,e se mi "apro" è perchè sia di esempio a quanti voglian esprimere il mio rassegnato"rancore" verso quella vita di una volta della famiglia di ieri e della solitudine di chi ci vuole già morti da "vivi"; non è la mia solita e eterna constatazione di luogo comune, ma è un monito a quanti si senton "colpiti":verrà quel giorno, e per ora il miglior applauso e non premio vorrei tributarlo a lui come ai tanti"Salvatore",per dire: ma il normale chi è ed il disabile di valori in chi si riversa? A voi l'attenta riflessione,che sia di coscienza più che di fede! |
Morte di
un "Poeta"! Passai l'infanzia con la giovinezza e ancor di più con tè padre adorato, ereditando stima e saggezza che con bramoso affetto ho ricambiato. Or che il tuo cuore è stanco penso io sia giunta l'ora di pregare Iddio!
Padre ti vedo come un Cristo in croce, paura incute in mè quel tuo pallore, si riacutizza in tè quel male atroce che tarla dentro dandoti dolore, inoltre quella strana smorfia in viso non può più mascherare il tuo sorriso!
Or che su un marmo gelido riposi non più gemente per cattiva sorte vagando andrai con passi faticosi verso il silenzio buio della Morte. Padre scrivesti su di me una storia che io commosso leggo in tua memoria.
--Eri in mezzo a due corpi senza vita, ti presi in braccio eri un pargoletto, il sangue ti colava e una ferita rammenterà un'incrocio maledetto. Io ti salvai e ancor rivivo il dramma di quando ti strappai da papà e mamma!--
Grazie "Papà" da me non sei diverso, ti serbo tra i ricordi più nascosti, col cuor ti lodo e dico in un sol verso: --Pur non essendo padre,padre fosti.-- Se un di riudrò dei versi da altra mèta rimpiangerò la morte di un "Poeta"! |